Seră biserică
di Giacomo Guarneri
un progetto a cura di Santa Briganti
con Simona Malato, Fabrizio Ferracane/Rosario Palazzolo, Chiara Muscato, Marcella Vaccarino
regia Giacomo Guarneri e Marcella Vaccarino
scenografia Giacomo Guarneri
luci Petra Trombini
progetto e organizzazione Peppe Macauda
supervisione Andrea Burrafato
consulenza scientifica Alessandra Sciurba
produzione Santa Briganti | La pentola nera
con il sostegno di Flai CGIL | CISS - Cooperazione Internazionale Sud Sud

debutto: Scenica Festival - Vittoria, Teatro Comunale 15 maggio 2015

“La serra è una chiesa.
Perché ha una croce contro il vento. 
La serra è una fortezza. 
In essa domina la parola di Zio. 
Da qui niente si vede 

e non si è visti."

 

 

Testo di forte spessore drammaturgico “Seră biserică” è uno spettacolo necessario, un pugno allo stomaco che non può non farci male e lasciarci indifferenti.
Giuseppe Distefano - Il Sole 24 Ore
 

 


C'è un mare di plastica che sembra un prolungamento del mare. C'è una donna che ha un ronzio negli orecchi. Parla da sola, mentre la sua bambina fa amicizia coi bombi, con le lucertole e coi cani legati alla catena. C'è un magazzino di pietra. C'è una seconda donna che ogni sera mangia in fretta la sua ciorba ed esce fuori, nella notte. C'è la trasparenza di un film plastico, che rende visibile, per una volta, ciò che non siamo abituati a vedere. C'è qualcosa che sta tra la prevaricazione e il consenso. C'è la fede in un Dio nonostante tutto. Ci sono scelte che nessuno dovrebbe essere costretto a compiere. Da compiersi, nonostante tutto. C'è la voluttà dell'abbandonarsi, lasciarsi andare. C'è una traccia dell'umanità, con le sue debolezze e i suoi splendori.
Giacomo Guarneri


SINOSSI
Quella di Zio è un'azienda a conduzione familiare, produce pomodori. È estate quando due donne rumene, Alina e Nicoleta,  iniziano a lavorare per lui: braccianti di giorno e guardiane di notte. Il podere è isolato nelle campagne, recintato, inaccessibile. Non ci sono altri occhi, non ci sono testimoni. C'è un uomo che vorrebbe «un poco di amore», e ci sono donne vulnerabili. Zio esprime la sua brama, lo fa a modo suo. Alina e Nicoleta hanno reazioni inconciliabili. Una è idealista, l'altra pragmatica. L'incontro di tre diverse solitudini genera una dimensione claustrofobica. Il ricatto, più o meno esplicito, genera rifiuto o consenso, sacrificio o abuso, intimidazioni, rimorsi. S'innesca un processo di reazioni a catena. L'uomo familiarizza con la sua tensione all'assoggettamento, le donne mettono in atto complesse strategie volte alla sopravvivenza. Ogni personaggio ha le sue ragioni, il suo passato che riaffiora, e una disperazione che somiglia ora all'amore ora alla morte.

 


MEDIA
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RASSEGNA STAMPA
Giuseppe Distefano - il Sole 24Ore online
Guido Valdini - Palco Reale Repubblica.it
Lella Colombo - Lettera32.org

Mario Sesto Giordano - Dramma.it

CIRCUITAZIONE
6 giugno 2017 | Catania, Zo Culture Contemporanee | Sfida per i diritti - Flai Cgil
4 giugno 2017 | Villafrati, Teatro del Baglio | Stagione 2016/17​
18 marzo 2017 | Sambuca di Sicilia, Teatro L'Idea | Stagione 2016/17​
22-23 maggio 2016 | Palermo, Teatro Libero | Rassegna Presente-Futuro​
04 dicembre 2015 | Ragusa, Sala Falcone Borsellino | Proxima - Romania andata e ritorno
​17 ottobre 2015 | Palermo, Teatro Jolly | CISS - ionontratto
17 settembre 2015 | Palermo, Santa Maria dello Spasimo | CISS - ionontratto
29 luglio 2015 | Gioiosa Ionica (Rc), Collinetta dei Pini | Riace in festival
15 maggio 2015 | Vittoria (Rg), Teatro Comunale | Scenica Festival

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